
Dalla marina ci si può addentrare in via Simone Schiano dove c’è villa Chiaiozza, fatta costruire nell’immediato dopoguerra dal console inglese M. Wentworty Gurney in stile neoclassico; oppure di nuovo verso il cuore di Procida percorrendo via Giovanni da Procida e i sentieri alternativi, avendo come punto di riferimento Piazza Olmo. Da via monsignor Domenico Scotto Pagliara si giunge alla chiesa di Sant’Antonio di Padova del 1635, poi per via IV Novembre si prosegue per Punta Pizzàco, dove c’è la casa identificata come l’abitazione della Graziella di Lamartine. Altra tappa è il maestoso palazzo Guarracino, già casino di caccia dei Borbone che domina la Cala del Carbonio.
